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La rete agenti è finita. Anche per gioielli ed orologi.

Scritto da Pietro Tibaldeschi | 16-gen-2019 16.21.06

 

 

 

 

Sono stato all’edizione di Home 2018. Il mio focus è stato naturalmente sul padiglione destinato alla Gioielleria.

Ho visto tante cose belle, alcune innovative, altre incredibilmente creative. Insomma un momento di forte stimolo.

Una cosa però ho notato, anche visitando la zona “Sperimenta” con le novità dai designer più giovani. Tutte le realtà, perlomeno coloro che ho sentito io, sono alla ricerca di agenti. Certamente, una rete di agenti rappresenta un’area di confort per l’imprenditore - perlomeno sotto un profilo economico. Mi concentro sulla produzione e i soldi arrivano per via di un soggetto terzo che li trova per conto mio.

Peccato che il mondo sia cambiato. E non mi riferisco al commercio elettronico. Mi riferisco al fatto che sono cambiati i consumatori. Sono loro che hanno il potere. E sono loro che, quando hanno bisogno di qualcosa, iniziano la soddisfazione di quel bisogno a partire da una ricerca su web. E in qualche caso, più precisamente, scoprono che hanno quel bisogno quando si imbattono in una immagine su Instagram.

E’ qui che l’agente, per come lo conosciamo, vede il suo ruolo indebolito. Naturalmente, come solito, ti chiedo di contestualizzare questa frase. In alcuni contesti la rete agenti è dura da smantellare ma non in quelli del commercio.

Il ruolo dell’agente è indebolito dalla mancanza dell’asimmetria informativa. Che non c’è più perché il consumatore si documenta su internet. Legge le recensioni. Visualizza il prodotto. Insomma ne sa tanto come un consumatore che l’ha già acquistato.

E allora l’agente si deve tramutare in consulente, per aggiungere valore. Deve andare al di la delle mere informazioni che i clienti possono trovare su internet. Deve diventare consierge, influencer, shopping assistant o quello che vuole ma che è ciò che oggi gli consente di vendere.